Con l'apertura di Sexantio, la cucina d'autore approda in un incantevole borgo medievale situato sui rilievi aquilani. Il progetto del ristorante è volto a studiare la cucina popolare perché, proprio attraversando i contenuti del sistema alimentare, si possono conoscere in profondità abitudini, tradizioni, simboli. Alla guida della cucina c'è Dino Como, cuoco che esprime una cucina poggiata sa solide basi, ovvero sul recupero della tradizione e sull'attaccamento atavico al suo territorio montano abruzzese; ma che, allo stesso tempo, si proietta verso il futuro, grazie anche alla padronanza delle tecniche più innovative. Meticolosa attenzione alla qualità della materia prima, rigore, precisione, metodo e sensibilità nobilitano i suoi piatti. Semi, legumi, ortaggi, frutta provengono dai terreni circostanti; le carni sono di preferenza ovine e il pesce è di acqua dolce. Sapori amari e acidi sono amati dal cuoco che, tuttavia, si armonizzano in un equilibrio finale complessivo del piatto.
Sexantio a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) - Dino Como è un cuoco straordinario e un ragazzo che stimo davvero. Il progetto Sextantio mi piace, è in una zona rurale e emana un fascino incredibile; propone una cucina con materie prime molto povere, soprattutto di montagna, che lui lavora con straordinaria sensibilità. Mi entusiasma l'idea di una realtà che rimanda ad atmosfere antiche, ai ritmi della natura, ma restituisce un'identità contemporanea di livello.
Conosco bene il talento, l’applicazione e l’umiltà di Dino Como, a lungo chef al mio fianco. Dino cura da poco la cucina di questo scenografico borgo di pietra calcarea nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Un progetto unico, che dà vita a una cucina di ricerca molto identitaria, figlia di approfondite storiche ed etnografiche.
La cucina di Dino Como, nel suo nuovo Sexantio a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), è sinonimo di eleganza e di sapori racchiusi nei piatti; sono sapori che raccontano un territorio e un’idea.