Candido Stecca perché rappresenta una delle aperture più interessanti qui a Roma: un ristorante capace di unire identità e immediatezza senza mai perdere autenticità. La cucina è precisa ma viva, riconoscibile senza essere autoreferenziale, costruita su gusto, ritmo e intelligenza. Stecca riesce a parlare una lingua moderna mantenendo un’anima profondamente italiana. È uno di quei posti che danno la sensazione di avere qualcosa da dire davvero, e di poter lasciare un segno.
Quello che mi piace molto di Stecca è l’idea della reinterpretazione della cucina romana, con un respiro più moderno e attuale senza però perdere l’identità e la matrice tradizionale dei piatti. Sono felice che ci sia dietro l’idea di valorizzare i quartieri storici centrali, ma non centralissimi come Garbatella.